Il punto sui mercati di Ottobre 2020 di Arca Fondi SGR

Parliamo di mercati con Alberto Zorzi nel consueto appuntamento. L’inflazione è un problema per i risparmiatori perché erode il potere di acquisto. Già oggi, pur in presenza di livelli di inflazione molto bassi, i rendimenti dei titoli di stato non sono in grado di compensare la crescita dei prezzi al consumo. Se ricavi delle aziende riescono a trasformarsi in profitti ecco che le azioni ci aiutano anche a trovare uno strumento utile a coprire eventuali sorprese sul fronte dell’inflazione.

******************

Alberto, partiamo  dai mercati azionari. Settembre è stato un mese particolarmente negativo, abbiamo visto l’S&P 500 sui nuovi massimi storici per poi avere un ritracciamento di circa 10 punti percentuali. Cosa possiamo dire in merito a questi ribassi?

Negli Stati Uniti è in discussione uno stimolo fiscale molto importante pari a diversi punti percentuali di PIL. Questo stimolo dovrebbe beneficiare anche del supporto da parte della Banca Centrale, che potrebbe incrementare gli acquisti e fare da compendio allo stimolo fiscale. A livello politico si è interrotto il confronto su questo pacchetto, e questo fatto si è riflesso in una battuta d’arresto, che è una battuta tipica delle negoziazioni politiche, peraltro complicata dal fatto che sono imminenti le elezioni presidenziali americane.

Questa battuta d’arresto, Alberto, potrebbe spiegare anche il movimento registrato sul mercato dei cambi e in particolare sul dollaro?

Certamente, come abbiamo commentato il mese scorso la nuova posizione decisa dalla Banca Centrale  americana nei confronti dell’inflazione va nella direzione anche di avere un dollaro leggermente più debole. Ma di fronte alle correzioni di mercato, il dollaro torna a giocare al ruolo di bene rifugio e anche di valuta di riferimento  per molti investitori che monetizzano i propri investimenti liquidando attività più rischiose denominate anche in valute diverse dal dollaro. Ma questa è una dinamica di breve termine e rimangono valide le considerazioni che abbiamo fatto in precedenza.

Ecco Alberto, la debolezza ha solo sfiorato le obbligazioni societarie, quelle Investment Grade, quelle con il merito creditizio maggiore. Noi nei mesi passati abbiamo più volte detto che è proprio questa Asset Class che beneficia maggiormente degli eventuali interventi delle Banche Centrali. Ecco, abbiamo avuto una dimostrazione in tal senso?

Direi proprio di sì, è un comparto che non offre grandi margini per ulteriori guadagni, ma certamente in questa fase offre il vantaggio di fronteggiare bene le occasionali fasi in cui l’avversione al rischio cresce.

Chiarissimo. Altro aspetto, quello dell’inflazione, da un lato abbiamo diciamo osservazioni che forti stimoli monetari e fiscali potrebbero avere effetti inflazionistici. Dall’altra parte i dati ci dicono che l’inflazione non è un problema e che i mercati evidenziano diciamo attese di una moderata inflazione. Ecco, i nostri investitori cosa possono fare per gestire eventuali sorprese negative?

L’inflazione è un  problema per i risparmiatori perché sappiamo che erode il potere d’acquisto. Già oggi, pur in presenza di livelli di inflazione molto bassi, i rendimenti dei Titoli di Stato non sono in grado di compensare la crescita dei prezzi al consumo. Viceversa, i ricavi aziendali presi nel loro complesso riflettono anche l’aumento dei prezzi di beni e servizi nel mondo dell’economia reale. Se questi ricavi riescono a trasformarsi in profitti ecco che le azioni ci aiutano anche a trovare uno strumento utile a coprire sorprese sul fronte dell’inflazione.

Sappiamo però che le azioni rappresentano per i nostri investitori un Asset a cui viene associato un profilo di rischio maggiore, e quindi gli investitori tendono a non approcciare questa Asset Class con fiducia e tranquillità.

Sicuramente le azioni sono uno strumento più rischioso. Ma chi risparmia con un orizzonte temporale di lungo periodo può contare sul fattore tempo, sia per distribuire i propri acquisti tramite i piani di accumulo, sia per uscire gradualmente dal mercato senza avere la mentalità speculativa che porta a voler indovinare i punti di svolta.

Altri post che potrebbero interessarti

Utilizzando il sito o continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi