Mercati. Il mercato azionario italiano a fine novembre 2018 | Ersel

Intervista a Marco Nascimbene, gestore del fondo Fondersel PMI, sulle prospettive dei mercati azionari italiani.

Punti nodali

  • Novembre molto difficile per i mercati azionari, in particolare per quello italiano;
  • Quest’ultimo è stato condizionato dalle continui tensioni tra governo ed UE sulla manovra, e dai timori di un rallentamento dell’economia globale;
  • Ciò ha provocato un rallentamento di tutti i settori ciclici;
  • Reazione degli investitori particolarmente negativa di fronte a reporting aziendali con utili inferiori alle attese. Stessa cosa per quelle aziende che abbassavano le prospettiva per il Q4 e per il 2019;
  • Forte timore degli investitori, quindi, per la tenuta della crescita economica; siamo ora di fronte a maggiore tranquillità, comunque;
  • Meno tensione sulla situazione italiana (schiarite con la UE, anche se sembra una tregua armata); probabile, però, una recrudescenza ad anno nuovo, perché quello che pare disposto a concedere il governo sembra davvero poco. Di conseguenza, la UE non potrà che continuare a portare avanti la procedura di infrazione;
  • Il rischio, ovviamente, è un ulteriore ampliamento dello spread tra BTP e Bund;
  • La correzione sui titoli industriali è stata molto ampia, scontando giù un forte rallentamento; in alcuni casi la cosa appare eccessiva, perché probabilmente siamo più di fronte ad un rallentamento che non ad un’inversione del ciclo economico;
  • Suggerimento, quindi, di rimanere prudenti sui settori maggiormente esposti all’economia (banche e finanziari); lo spread inizia a pesare sempre più;
  • Sugli industriali, screening su quelli che hanno corretto in maniera eccessiva, e che presentano un’opportunità grazie ai fondamentali;

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