Azionario Italia e Obbligazionario: il punto sui mercati | Kairos Partners SGR

Rocco Bove, Head of Fixed Income, e Massimo Trabattoni, Head of Italian Equity di Kairos, commentano l’andamento dei mercati obbligazionari e azionari Italia alla luce degli avvenimenti di settembre 2019, e di come posizionare i portafogli per le prossime settimane.

Bove

Dopo un’estate ancora una volta volatile, a settembre i mercati sono tornati sostanzialmente ben intonati, e direi che c’è ancora il gioco dei tre grandi vettori che guidano l’operazione degli investitori. Sicuramente abbiamo il tema Trump con la trade war, poi abbiamo il ciclo economico che continua a dare segnali di debolezza ma dall’altra parte, esattamente a controbilanciare il tutto, abbiamo le banche centrali che, prima con Draghi e poi anche con la Fed, continua a dare supporto, a stendere una rete di protezione proprio sotto i mercati per evitare che le debolezze cicliche e l’impatto della trade war possa in qualche modo frenare questo movimento, sia sul ciclo economico, sia sui mercati. Ovviamente il ciclo economico dà qualche segno di debolezza in America, ma anche in Europa, ma diciamo che quest’ultimo giro di Draghi ha un passaggio di consegne verso la Lagarde che potrebbe aprire anche il tema delle politiche fiscali, e questo ha un impatto importantissimo, sia sul mondo dei bond ma, forse, Max, più ma sul mondo dell’equity…

Trabattoni

Beh, è sostanzialmente quello che abbiamo visto a settembre. Davanti a dati macro peggiori delle aspettative, c’è stato un risveglio del settore ciclico, che è stato il miglior settore del mercato in questo mese, esattamente il contrario di tutto quello che è successo da gennaio a fine agosto. Dov’è il tema? Il tema è sicuramente nell’aspettativa del mercato verso l’apertura a politiche fiscali, visto che tutto quello che si poteva fare, o quasi tutto quello che si poteva fare dal punto di vista della politica monetaria è già nei prezzi di mercato. Il vero cambiamento potrebbe derivare invece dal tema fiscale. Da qui sulla parte italiana la parte ciclica la troviamo molto più nelle mid e small cap che nel listino principale. C’è un po questa tendenza storica di giocarsi il tema ciclico nel settore bancario, che però è un settore che ha tutta una serie di grosse incognite ancora per gli anni a venire. Questo anche se la forza relativa, se vado a guardare i grafici settoriali, in questo momento la forza relativa ha recuperato un pochino di momentum.

Bove

Devo dire che dal punto di vista obbligazionario in realtà, invece, il settore finanziario è estremamente forte, e continua a essere il miglior performer da inizio anno. Questo è vero perché, è vero le tematiche su, dicevamo, sulla debolezza ciclica e sui timori strutturali della marginalità delle banche; è anche vero che, per chi fa bond, e quindi fa credito, che in qualche modo quello che conta di più è la solidità dei bilanci bancari, che in qualche modo in tutto il sud Europa stanno migliorando perché l’asset quality sta migliorando, e il disposal, diciamo, delle sofferenze continua a passo spedito. Questo è vero anche in italia. E’ chiaro che il regolatore continua a chiedere alle banche di assumere minori rischi; questo può avere dei temi a livello ciclico, ma a livello, diciamo, di investimento sul credito bancario, è sicuramente un punto di forza. Ho la sensazione che nel mirino ci siano anche un nuovo giro di diffusione di acquisizioni del mondo bancario, proprio perché il regolatore spinge verso questa direzione. Non credo che questo movimento sarà limitato al settore finanziario; ho la sensazione che con i tassi così bassi, si possa prendere lo stimolo per un nuovo giro, un nuovo round di M&A anche in Europa.

Trabattoni

Sicuramente i tassi a questo livello favoriscono aggregazioni. Nel settore bancario, probabilmente, una volta raggiunta una base di tranquillità come quella che abbiamo oggi, il tema delle aggregazioni, magari un pochino guidate, verso la creazione di gruppi maggiori, potrebbe essere un tema. Onestamente, non ci mettiamo ad investire in queste strategie, perché sono sempre state strane, bisogna poi guardare il valore che viene creato alla fine. Preferiamo restare investiti sul mondo bancario, diciamo di tutti quei business, tutte quelle nuove iniziative, magari, che sono nati negli ultimi anni, che hanno la maggior parte della redditività non dal puro margine di interesse. Però sicuramente è tornato un settore da guardare.

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