Rischio finanziario. Che cos’è, come imparare a gestirlo e quali errori evitare | DaDaMoney

Compagno di ogni investimento, il rischio finanziario ne identifica la volatilità. È quindi un fattore d’incertezza con una doppia cifra: può essere associato a potenziali perdite come a potenziali guadagni. Naturalmente è sempre presente nei mercati, ma a cambiare è la sua percezione da parte degli investitori.

Dall’ultimo Rapporto della Consob sulle scelte d’investimento delle famiglie italiane emerge che le decisioni finanziarie sono orientate da una maggiore percezione del rischio e da un basso interesse per gli investimenti. Ma come definiscono il rischio le famiglie italiane? La maggior parte associa il concetto alla perdita di capitale. Circa il 25% alla variabilità dei rendimenti. Il 20% alla possibilità di conseguire rendimenti inferiori a quelli attesi. Domina quindi la sensazione che il rischio sia unicamente qualcosa di negativo da cui proteggersi.

In base a cosa varia la percezione del rischio? Secondo lo stesso Rapporto, è correlata all’alfabetizzazione finanziaria ma anche a tratti della personalità.

Una strategia di gestione del rischio fa spesso la differenza tra il successo e l’insuccesso di un investitore o di un trader. Si può avere la migliore piattaforma del mondo, ma senza una buona gestione dei rischi non si avrebbe comunque successo. Investire o fare trading con maggiori risultati è possibile. Ecco cinque consigli che è bene seguire.

1. Conoscere tutti i potenziali rischi

Le questioni politiche, la liquidità degli strumenti, i tassi d’interesse, che tipo di valute ci siano a giro, quali commodities sono scambiate, sono tutti rischi, anche se diversi tra di loro.

Prendiamo ad esempio i rischi valutari. Un’azienda australiana che si basa sulle importazioni trae vantaggio quando il dollaro australiano è forte. Ancora, parlando di materie prime, se il prezzo dell’alluminio sale, le aziende che utilizzano il metallo per la produzione, come Alcoa, vedranno alzarsi i costi.

2. Impostare dei limiti ai rischi

Bisogna definire i propri limiti, cioè il capitale massimo che si è disposti a perdere per ogni singola operazione, ed anche nel complesso. Prima di chiedersi quanto profitti si vogliano realizzare, è bene chiedersi che perdita potenziale si possa accettare. Gli stop loss, indispensabili nel trading, ma utili anche negli investimenti, devono essere impostati di conseguenza a quanto appena detto.

3. Imparare ad accettare le perdite

E’ fondamentale. Impostato uno stop loss, non va spostato pensando che il mercato reagirà. Le perdite potrebbero essere maggiori.

4. Evitare le emozioni

Bisogna evitare le emozioni, ed essere quanto più freddi possibile. Le emozioni sono il principale nemico degli investitori ed ancora più dei traders. La paura e l’avidità fanno perdere. Secondo alcune ricerche, il trading emotivo può costare molto: anche il 20% in 10 anni.

Bisogna attenersi al proprio profilo di rischio, ed imparare dalle proprie perdite e dai propri guadagni. Quello che vale per il sig. Rossi non vale per il Sig. Bianchi od il Sig. Verdi.

5. Concentrarsi sulla PROPRIA operatività

Bisogna che l’investitore od il trader ignorino chi li circonda. Ciascuno ha il proprio profilo di rischio.

La corretta gestione del rischio è data dalla combinazione di regole ed idee, onde creare il prorio piano personale di investimento o di trading.

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