Mercati. Novembre 2018: ottobre volatile, ora le valutazioni sono più attraenti | Arca Fondi SGR

I mercati azionari globali in ottobre hanno subito una perdita generalizzata, senza eccezioni. Sul mercato del reddito fisso si distingue, in negativo, l’Italia. Questa debolezza dei mercati unita alla buona tenuta degli utili delle imprese, ha però reso le valutazioni degli indici azionari più attraenti. Fasi di incertezza come queste sono fisiologiche sui mercati finanziari, ed aiutano a ripristinare valore negli investimenti.

Punti nodali

  • La perdita sui mercati ad ottobre è stata, mediamente, del 7%;
  • In Italia, sul reddito fisso, la situazione non è stata positiva n* dal punto di vista relativo, né da quello dello spread;
  • Euro indebolito di oltre due punti sul dollaro, ed ancora di più sullo yen;
  • Ottobre particolarmente volatile, almeno per gli standard recenti;
  • Le correzioni sono state improvvise, senza catalist. Sono state cioè dovute al fatto che, in fasi di incertezza, sono necessari movimenti più grandi del normale per assorbire i flussi di vendita;
  • Valutazioni adesso, però più attraenti, con multipli del 15-20% in meno rispetto ai picchi di gennaio;
  • Massimi relativi, in USA; per i T-Bond a 10Y; Stessa cosa per il petrolio;
  • Quest’ultimo fatto, però, non si concilia con la domanda del bene, e con l’economia, in leggero rallentamento;
  • Contesto, quindi, piuttosto confuso;
  • Tra gli elementi di incertezza per il 2019 ci sono le recenti dimissioni della cancelliera Merkel da leader del proprio partito (senza ricandidarsi), che potrebbero anche portare ad elezioni politiche anticipate in Germania;
  • Ottobre impegnativo anche per il mercato nostrano: le agenzie di rating hanno rivisto il medesimo sull’Italia;
  • Il rating espriem la solidità di chi prende a prestito dei fondi, e per alcuni investitori questi rating sono contrattualmente vincolanti; Un eventuale peggioramento sotto una certa soglia significa che bisogna vendere;
  • La reazione positiva dei mercati ai rating peggiorati ha una lettura nel fatto che i medesimi si aspettavano giudizi ancora più aspri, e quindi hanno “festeggiato” la mancata catastrofe;
  • Rimangono le vulnerabilità già commentate in passato: che con il rallentamento economico, le minori entrate ficali corrispondenti aggravino ancora di più la situazione. Questo è un tema strutturale che rimane;
  • Previsioni di una crescita meno vigorosa, purtroppo, cominciano a trovare conferma dai dati macro;
  • Stime preliminari del PIL dell”Eurozona solo allo 0,2%; anche gli indici PMI riflettono questo, pur rimanendo, in Europa, in espansione (ma in peggioramento). Le imprese, come gli investitori, stanno reagendo (male) ad un numero crescente di incognite;
  • A maggiore incertezza, maggior premio per il rischio. I dati macro non dovrebbero peggiorare ulteriormente;

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