Mercati emergenti: opportunità di crescita per gli investitori | NN Investment Partners

I mercati emergenti si confermano un’area interessante per gli investitori. I fondamentali sono positivi per il 2017 e, secondo le previsioni di NN Investment Partners, quest’anno sarà sostenuto da una ripresa degli scambi globali.

Ci sono buone ragioni per investire nei mercati emergenti: se il 2016 è stato caratterizzato soprattutto dalla ricerca di rendimento, il 2017 è caratterizzato dall’evoluzione positiva dei fondamentali.

Quali sono i principali temi a favore del debito emergente?

Come spiega Marcelo Assalin, Head of Emerging Market Debt di NN Investment Partners, nel 2017 i fondamentali dei paesi emergenti miglioreranno grazie alla congiuntura di più fattori. Prima di tutto, la più stabile crescita del PIL e la maggiore tenuta alle turbolenze economiche e finanziarie. A seguire, il miglioramento della bilancia dei pagamenti, un elevato livello dei tassi di interesse reali e il deprezzamento delle valute.

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Mercati emergenti: quali offrono le migliori opportunità d’investimento?

L’universo del debito emergente non è uniforme, e alcune aree presentano opportunità d’investimento più interessanti di altre. In primis l’America latina che, afferma Marcelo Assalin, ha segnato un significativo miglioramento della crescita economica, in un contesto di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime.

Nello specifico, le scelte di portafoglio di NN Investment Partners per quest’area si orientano verso l’Argentina. Un paese che sta tornando alla normalità grazie alle importanti riforme del governo Macri. La politica monetaria orientata al target d’inflazione e un’importante accelerazione delle esportazioni hanno consentito il superamento della fase più critica di contrazione economica.

Prendendo in esame l’area che include Europa dell’est, Medio Oriente e Africa, NN Investment Partners predilige la Russia, che sta superando la fase di recessione. L’outlook è quello di una ripresa graduale, grazie a una politica interna stabile ma anche ai dati positivi legati alle esportazioni e ai tassi. Come sottolinea Assalin, infatti, i due anni di sanzioni e le diminuzioni dei prezzi delle materie prime sono serviti a riequilibrare l’economia. Parallelamente, nel 2016 la Banca Centrale russa ha tagliato i tassi solo di 100 punti base, permettendo al CBR key rate (Russian central bank’s interest rate) di rimanere uno dei più elevati al mondo.

E quanto all’Asia? La società olandese sceglie l’Indonesia, dove nel 2016 l’economia è cresciuta del 5%, sostenuta dai consumi privati e dagli investimenti pubblici. Il governo riformista di Joko “Jokowi” Widodo, eletto nel 2014, è riuscito a registrare importanti miglioramenti nel settore degli investimenti, liberalizzando il mercato e alleggerendo la burocrazia.

Perché un investitore oggi dovrebbe favorire il debito emergente?

La ragione è semplice: i mercati emergenti continuano a offrire un carry elevato e tassi di interesse molto alti. Questo nonostante la recente riduzione del premio per il rischio e la contrazione degli spread. Assalin e NN Investment Partners non hanno dubbi: “in un contesto globale in cui il debito sovrano ammonta a quasi 9 mila miliardi di dollari, ed è penalizzato da un tasso di interesse negativo, il debito emergente rappresenta un’alternativa molto valida”.

Occhi puntati sui paesi emergenti, dunque.

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