Macroeconomia. Lo scenario autunnale per Ersel

Intervista ad Alberto Cattaneo, del team delle gestioni patrimoniali Ersel, in merito allo scenario di macroeconomia globale che ci si attende per l’ultima parte dell’anno.

Da inizio anno stiamo assistendo ad una crescita sincronizzata del ciclo economico, quindi presente sia nei paesi sviluppati che negli emergenti. Le fiducie rimangono su livelli elevati, sia dei consumatori che degli imprenditori. L’attività produttiva reale, quindi la produzione industriale ed i consumi, si mantengono su tendenze vicine, o superiori, al potenziale. Questo fatto vale soprattutto per i paesi sviluppati.

Ci troviamo quindi di fronte ad un contesto di crescita favorevole, che va sommato ad una situazione dove l’output gap (manodopera sottoutilizzata) è ormai prossima al suo esaurimento, soprattutto nei paesi sviluppati. Infatti, dalla fine della Grande Recessione, abbiamo assistito ad un lento, ma graduale, riassorbimento dei disoccupati. Soprattutto, di tutti quelli che la recessione stessa aveva creato.

Ci ritroviamo quindi, in questo contesto, in una situazione per cui per le imprese è sempre più difficile attrarre nuovi lavoratori; soprattutto, è difficile farlo senza offrire incentivi salariali adeguati. In un contesto di crescita economica attesa ancora in espansione, si dovrebbero comunque verificare delle pressioni salariali. Questo dovrebbe accadere soprattutto nelle nazioni sviluppate, che sono più avanti nel ciclo economico. Perciò, dovrebbe accadere in America, nel blocco dei Paesi anglosassoni, ed in Germania.

I Paesi dell’area mediterranea, invece, si trovano in una situazione diversa. Qui il tasso di disoccupazione è più elevato, e sono minori le attese di una dinamica salariale al rialzo.

Macroeconomia: inflazione

Nel contesto economico mondiale, il fenomeno che dovrebbe risultare evidente, almeno nelle nazioni sviluppate, è quello di un’accelerazione dei salari, e quindi dell’inflazione. Od almeno che quest’ultima si avvicini ai target delle banche centrali. A tale scenario, le banche centrali dovrebbero rispondere con una riduzione dello stimolo quantitativo attualmente in essere. Per chi è più avanti su questi passi, quello successivo è una (ulteriore( risalita dei tassi d’interesse. Ciò sta già accadendo negli Stati uniti e, nel corso del 2018, potrebbe capitare anche nell’area euro.

Dovremo quindi assistere, nel corso dei prossimi trimestri, ad una situazione generalizzata di rialzo dei tassi di interesse, indotta dalle politiche meno accomodanti delle banche centrali.

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