Italia. Settore azionario: analisi e strategie | Kairos Partners SGR

Massimo Trabattoni, Head of Italian Equity di Kairos, commenta l’andamento del mercato in Italia: spread, volatilità e rendimenti.

Fino a qualche settimana fa l’Italia sembrava essere il miglior mercato d’Europa, e tra i migliori al mondo. L’indice principale aveva rotto i 24.000 punti, una resistenza tecnica e soglia psicologica che aveva fatto da tappo molte volte negli ultimi 15 anni. Invece, brusco risveglio. Ecco di nuovo area 21.500, per poi rimbalzare leggermente.

E’ riapparsa la volatilità; fattore che sembrava sparito, ma con cui torneremo a fare i conti nei prossimi mesi. In parte è stata innescata sicuramente dalle tensioni e dall’incertezza politica, poi alfine risoltasi. Alcuni temi permarranno nei prossimi mesi.

Spread e curva

Elemento di maggior tensione è stato lo spread, sia quello del decennale che quello del biennale rispetto agli omologhi tedeschi. Ancor più preoccupante è stata la traslazione della curva, dovuta appunto al ritorno davvero esagerato sul 2 anni italiano. C’è da dire che tutto ciò è stato dovuto anche un fattore tecnico, perché lì era parcheggiata parecchia liquidità dei fondi, in quanto primo punto della curva con ritorno non negativo. Erano lì per non essere lasciati sui conti correnti. Il fenomeno rientrerà, ma ci vorrà un pochino di tempo.

Reazioni del mercato

Confuse, ovviamente. Questo appiattimento della curva, una quasi inversione, è sempre un segnale negativo; il mercato, di conseguenza, non ha considerato troppo l’aspetto tecnico. L’effetto si è riversato totalmente sulle banche. Hanno sofferto nella loro totalità. Ricordiamo che avevano fatto molto bene in un settore che aveva fatto molto male. Si è rivista la correlazione con i trend del passato.

Un messaggio chiaro

Il messaggio deve essere chiaro, propositivo e costruttivo. Rispetto agli anni scorsi, il sistema bancario italiano è più patrimonializzato. Il problema è, semmai, la redditività, ma non la patrimonializzazione. Potrebbero esserci problemi a livello di singola banca, ma non ci sono più rischi sistemici.

Oil e small cap: i fronti aperti

Altro settore che ha pesato molto nella variazione negativa è stato quello oil. Leggero storno dai massimi del petrolio, che è una cosa che ci sta. Continua, piuttosto, il trend negativo sulle small cap, un po’ figlio  di un trend globale di ricerca di titoli più liquidi. Ciò è dovuto alla paura di un ciclo economico ormai maturo, ed alla contemporanea paura di restare incastrati in una nuova recessione.

Opportunità sul mercato

Da un lato, proteggere il patrimonio. Dall’altro, valutare le opportunità aperte dalla volatilità. La avremo anche nei prossimi mesi, ma deve essere vista come l’opportunità per comprare, per investire in aziende dove altrimenti sarebbe difficile entrare.

Nel passato è sempre stato nelle fasi di grosse correzioni che si sono messe le basi per le performance degli anni successivi.

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