Investimenti sostenibili. Industria finanziaria alla prova ESG | Morningstar Italia

Le interviste ai relatori della conferenza dedicata agli scenari futuri degli investimenti sostenibili in Europa, organizzata da Morningstar al Salone del Risparmio 2018.

La conferenza

Dalle raccomandazioni dell’High-level expert group on Sustainable finance al Piano di azione della Commissione europea. Come può cambiare il volto dell’industria con l’integrazione dei fattori ESG? Quali sono i vantaggi di una maggior disclosure sui rischi climatici e le opportunità che derivano da comportamenti socialmente responsabili? C’è il pericolo di un eccesso di regole e classificazioni?

Hanno partecipato:
Pietro Negri, Presidente Forum per la Finanza Sostenibile e CSR Manager, ANIA
Maurizio Agazzi, Direttore Generale, Fondo Pensione Cometa
Flavia Micilotta, Executive Director, Eurosif
Alfonso Del Giudice, Professore Associato Finanza Aziendale, Università Cattolica del Sacro CuoreALTIS (Alta Scuola Impresa e Società – UniCatt) e Direttore Primo Master Italiano in Finanza Sostenibile.

A livello accademico si sta studiando l’impatto dei fattori ESG sulla gestione del rischio. Quali sono i primi risultati della ricerca? Perché è importante tenere in considerazione i fattori ESG nell’analisi finanziaria?

Si è analizzato se i fattori ESG abbattono il rischio di un’emittente. In effetti si è verificato che, più alto è il rating ESG, minore è il rischio sistematico, dell’emittente. Perciò è importante avere società di questo tipo in portafoglio, in quanto abbattono la soglia del rischio più difficile da gestire, quella sistematica.

Si tratta ancora di un’analisi in divenire, ma si osserva che, tra i tre fattori ESG, quello che più contribuisce a questo abbattimento è la S (social). La E (environmental) contribuisce un po’ meno, ma il driver vero e proprio è la G, cioè la governance. Ovviamente, società con governance migliore sono anche quelle che hanno più attenzione ai fattori ambientali e sociali.

In Assofondi Pensione si è recentemente istituito un tavolo di confronto sul tema della sostenibilità. Come nasce e quali ne sono le finalità? Quanto è importante il tema della sostenibilità per degli strumenti di lunghissimo periodo come dei fondi pensione?

La sostenibilità è fondamentale per strumenti così perché ha l’obiettivo di realizzare rendimenti di lungo periodo, stabili, con contenimento dei rischi. Il tavolo nasce da questa consapevolezza.

La Commissione Europea ha presentato a marzo un piano d’azione per spingere il mondo finanziario ad adottare pratiche sostenibili. Queste spinte possono trasformarsi in un cambiamento concreto?

Sorprende in positivo la celerità con cui la commissione ha sviluppato il piano d’azione. Quest’ultimo presenta elementi abbastanza concreti, che potranno aiutare ad avere un nuovo sistema finanziario, realmente aperto ai criteri sostenibili. Tutto ciò non potrà che aiutare gli investitori, retail ed istituzionali, a riconoscere i criteri giusti per i loro investimenti sostenibili.

Il settore finanziario italiano, soprattutto quello assicurativo, è pronto alla transizione verso la finanza sostenibile?

La differenza sta nell’appartenere a gruppi più o meno internazionali. In Italia ci sono ancora strutture di governance particolari, tipo le società di mutuo soccorso. In Italia c’è anche una particolarità riguardante la tipologia di strumenti a disposizione, che permettono di investire in infrastrutture, in PMI e nell’economia reale. Caratteristica del settore italiano è anche la recente riforma del terzo settore, che sarà stimolo in più per gli investitori istituzionali.

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