MiFID II: La nuova frontiera della consulenza finanziaria | Mercati che fare

Trasparenza, adeguatezza, tecnologia e dati: ecco le parole chiave che riassumono i cambiamenti introdotti da MiFID II. La direttiva europea che regola i servizi finanziari entrerà in vigore dal 3 gennaio 2018. Cosa cambierà? Lo spiega Carlo Alberto Carnevale Maffè, professore di Strategia e Politica aziendale alla SDA Bocconi di Milano.

Gli obiettivi di MiFID II

La nuova normativa punta ad assicurare maggiore trasparenza e protezione degli investitori.

Innanzitutto si rafforzerà il concetto di consulenza. Il servizio finanziario dovrà essere garantito da personale che abbia un’adeguata competenza e padronanza dei prodotti offerti. Il risparmiatore, dal canto suo, dovrà avere una conoscenza sempre più specifica. Dovrà essere chiaro quanto conosca il prodotto in cui vuole investire, quali siano gli obiettivi e il grado di rischio e quanto sarebbe in grado di ammortizzare un’adeguata perdita.

Verrà aumentata e resa più semplice l’informativa sui prodotti, aiutando l’investitore a comprendere da subito il tipo di investimento e il possibile rischio. Inoltre ci sarà una comunicazione più dettagliata sui costi. I risparmiatori avranno quindi nuove armi a disposizione per fare la scelta più consapevole. E saranno tutelati da un ulteriore aspetto, l’aumento dei controlli da parte delle autorità di vigilanza nazionali e sovranazionali, che potranno limitare o proibire la vendita di prodotti finanziari ritenuti particolarmente rischiosi.

MiFID II: cosa cambia?

La MiFID II farà chiarezza tra prodotti costosi e inefficienti e prodotti e consulenti trasparenti, efficienti e preparati. È una grande operazione di educazione di mercato.

Al tempo stesso, l’idea del fai da te, il gestire da soli il proprio patrimonio, finisce normativamente e quantitativamente: la normativa europea ci impone un patto di trasparenza. Grazie all’importanza crescente dei dati, reali, sistematici, possibilmente digitali, le scelte dei risparmiatori saranno controllate da una catena ampia. Così che non si ripeta più il famoso misselling.

Le banche dovranno sottostare a regole di trasparenza molto più vincolanti, e ci dovranno essere molti più intermediari finanziari, tra cui i consulenti indipendenti. E noi dovremo essere consumatori estremamente più preparati. La normativa si appresta quindi a inaugurare un modo più educato ed equilibrato.

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