Banche. Quanto ci fanno spendere per investire? Quanto ci costa tutto questo? | Q Consulenze Finanziarie

Paolo Giovanardi ci spiega le grandi novità in vigore da quest’anno e come usare le informazioni che ci forniranno le banche da fine gennaio in poi.

Punti nodali

• Quali novità nei rendiconti di quest’anno delle banche?
• La MIFID2 impone una nuova rendicontazione. Due le novità importanti;
• La prima riguarda una maggiore attenzione al profilo di rischio del cliente, e quindi dei suoi investimenti. La seconda riguarda i costi, che da quest’anno saranno ben esplicitati per qualsiasi investimento il cliente faccia;
• Per cui, le spese occulte spesso celate all’interno dei fondi comuni, delle polizze assicurate, delle gestioni patrimoniali, possono in questo modo essere finalmente viste dal risparmiatore;
• Ma quanto pesano i costi sugli investimenti? Parecchio. In un terzo dei casi superano addirittura i rendimenti, quando questi siano positivi;
• Le banche, infatti, hanno sempre meno guadagni, a causa dei bassissimi tassi di interessi della BCE, dal business tradizionale del prestare denaro. E’ invece in aumento esponenziale il business delle commissioni, delle polizze vita e dei prodotti a maggior rischio;
• Questa esplicitazione dei costi che le banche invieranno non va lasciata inosservata; darà una visione puntuale di quanto i costi pesino realmente sugli investimenti;
• Il costo medio di un fondo, delineato da Bankitalia, è dell’1,7% annuo; con rendimenti bassi e, nell’ultimo anno, prevalentemente negativi, questa percentuale, unita all’inflazione, costa, e non poco, ad un investitore;
• Sono ovviamente da evitare tutti quei prodotti che richiedono una commissione di ingresso ed in uscita, che sono un vero e proprio balzello; questo perché poi ci sono anche, ovviamente, i costi di gestione;
• E’ questo il caso, ad esempio, dei fondi a scadenza, prodotti obbligazionari oggi molto diffusi;
• Per abbattere i costi ci si può rivolgere a strumenti che non abbiano tutto quello che si è visto finora, quindi agli ETF. Tra l’altro, facilmente acquistabili via Internet presso la propria banca online o via un broker;
• Risparmiare l’1%, o l’1,5%, e magari fino al 2% significa già avere un maggiore guadagno pari a queste percentuali nel proprio portafoglio;
• Chiaramente, non sono questi i prodotti normalmente consigliati da banche e reti di CF. Serve quindi l’aiuto di un professionista per capire come muoversi;

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