Rischio “basso, medio, alto”. Come tradurre queste parole in cifre? | Q Consulenze Finanziarie

Un interessante approfondimento sul rischio reale presente nei nostri investimenti. Il rischio è un aspetto che viene spesso, ed a torto, sottovalutato.

Punti nodali

  • Principale consiglio è che, quando si investe in un fondo comune di investimento, si faccia riferimento al KIID, che viene consegnato prima dell’investimento;
  • Nel KIID, in modo schematico e semplice, viene definito il rischio che ha lo strumento in proposta, con una scala da 1 a 7;
  • Uno strumento che possa fare dormire sogni tranquilli ha un rischio di 1, al massimo 2;
  • Rischi medi sono relazionati a perdite anche ingenti, seppur momentanee, in conto capitale;
  • Oltre ai fondi, sono molto diffuse le polizze assicurative, ma non più quelle tradizionali, che sono in fase di rottamazione (ed erano a capitale garantito). Le polizze, man mano che scadono, vengono trasformate in Unit Linked (ad esempio), con solo una piccola parte in gestione tradizionale, e la parte prevalente in strumenti finanziari, tipo fondi, a rischio spesso alto;
  • Con un profilo di rischio basso, oggigiorno bisogna accontentarsi di rendimenti contenuti;
  • Le banche traggono maggior vantaggio dagli investimenti più speculativi, perché le commissioni sono più care;
  • Per dormire sogni tranquilli bisogna rivolgersi agli investimenti tradizionali, che però offrono molto poco in termini di rendimento;
  • Quindi, titoli di stato con emittenti solvibili, oppure i conti deposito;
  • Cautela in ogni caso, perché non esiste uno strumento finanziario che non abbia rischio;
  • Per i titoli di stato, si suggeriscono scadenze brevi;
  • Per i conti deposito, guardare che la controparte sia particolarmente solida;
  • Non investire in strumenti che si dilatano nel tempo (obbligazioni cosiddette “Matusalemme”), perché il rendimento promesso è molto simile a durate nettamente inferiori: il maggior tempo in cui si rimane investiti non vale la differenza di rendimento con investimenti più corti (e quindi intrinsecamente meno rischiosi);

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