Scenario economico e dei mercati. Gennaio 2020 | GAM Italia

Qualche minuto in più nel primo video dell’anno dedicato all’outlook sui mercati: non solo qualche riflessione sulle linee di faglia del 2020, ma anche il ripasso di qualche buona regola di comportamento finanziario. Outlook di gennaio presentato da Carlo Benetti, Market Specialist di GAM Italia.

Buoni propositi di inizio anno

Siamo in un periodo di previsioni, ma all’inizio dell’anno è anche tradizionalmente il momento dei buoni propositi, e io approfitto di quest’ultimo aspetto per invitare a dedicare un po’ di tempo non tanto a chiederci come sarà il 2020, un esercizio che lascia un po’ il tempo che trova, quanto a fare il tagliando al metodo con cui approcciamo gli investimenti, perché il metodo è l’unico vero antidoto contro l’incertezza. E ricordo brevemente tre regole molto semplici, stranote, ma
proprio per questo, proprio perché stranote, rischiamo di trascurarle un po’, come i pesci della storiella di David
Foster Wallace che si chiedono cosa sia l’acqua.

Il primo tagliando da fare è alla nostra tolleranza al rischio. Tende ad aumentare quando le cose vanno bene, ma misteriosamente si assottiglia appena le performance cambiano segno. Quindi, tornare a verificare la soglia del dolore misurando la congruità dell’orizzonte temporale di ciascun investimento, e valutando quanto si è disposti a perdere. Se pensi di essere tra coloro che nel panico vendono tutto, evita le azioni, diceva Peter Lynch.

La seconda regola è riconoscere che mercati e strumenti di investimento si sono fatti via via più complessi, e che le emozioni possono portare a scelte avventate. Qui c’è un paradosso, una specie di comma 22 del risparmiatore. Chi si definisce inesperto e si affida un consulente, rivela in realtà un alto livello di educazione finanziaria.

E la terza regola, direi che il meno vale di più. E’ meglio guardare meno e poco il portafoglio. Il costante flusso di informazioni espone al rischio dell’eccesso di informazioni. Soffermarsi con frequenza a confrontare il portafoglio con il mercato può portare a decisioni improvvide.

Le tre faglie del 2020

Come abbiamo detto anche prima, il futuro giace inconoscibile nel grembo di Giove e, per la loro particolare natura, le
previsioni sui mercati finanziari sono precarie come le foglie sugli alberi d’autunno, si disperdono al primo refolo di notizie sgradite. E ciononostante qualche prospettiva è necessaria, altrimenti non sarebbe possibile, ad esempio, pianificare le politiche fiscali, le politiche monetarie, le aziende non potrebbero pianificare investimenti o strategie di crescita. Tra le molte faglie che potranno generare scosse, sorprese nel 2020, provo a metterne in evidenza tre.

Il rischio geopolitico, nel quale annoveriamo fattori di incertezza, come le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, la guerra commerciale, i negoziati, complicati, per la Brexit. L’uccisione del generale iraniano Soleimani ha esacerbato le tensioni in Medio Oriente, puntualmente registrate dai prezzi di oro e di petrolio, ma il rischio di una guerra aperta è molto contenuto, estremamente basso. La ritorsione iraniana è stata simmetrica; nessuno vuole davvero un avvitamento della situazione. In nord Africa, le esitazioni europee aprono una nuova fase del conflitto con l’intervento di Turchia e Russia.

Il secondo motivo di incertezza è il rischio posto dalle banche centrali. Da una parte, la loro minor dotazione di armi per contrastare una eventuale fase di recessione. Dall’altra, il possibile raggiungimento dei limiti della loro azione. L’aver scansato la deflazione, aver sostenuto l’economia, ha avuto l’effetto collaterale della dislocazione di prezzi e risorse, nei paesi avanzati, come in quelli emergenti. Si sono cioè indebitate anche società dalle capacità di rimborso dubbia. E’ quindi aumentata l’entropia nel mondo dei bond. Il grande rally degli scorsi mesi espone gli investitori a maggiori rischi. Basterà un movimento anche leggero nei tassi o uno spunto di inflazione tale da far cambiare direzione alla Fed per portare i prezzi a scossoni anche violenti.

Il terzo focolaio di cautela è il debito globale. Malcontati, 255 trilioni di dollari fra debito pubblico e privato, tre volte il pil globale di un anno, in buona parte concentrato negli Stati Uniti e in Cina, e in Cina il debito societario è stimato attorno al 115 per cento del pil. In questo caso, il rischio è compensato dal fatto che la Cina è a sua volta creditrice di molti altri paesi. Ora, è vero che il debito non costituisce un problema affinché i risparmiatori continuano a sottoscriverlo, citofonare Giappone per conferma, ma ciò non di meno è un elemento di pressione sui tassi e, in un equilibrio precario come quello che stiamo commentando, costituisce di per sé un fattore di instabilità
strutturale.

Le scelte di asset allocation

Dopo aver visto i motivi di preoccupazione, vediamo le cose positive. Il 2019 è stato un anno eccezionale, trascorso sotto il segno zodiacale delle banche centrali, ascendente crescita, e gli effetti del 2019 si stanno allungando in questo inizio anno. Le azioni restano dunque la nostra opzione forte, pur consapevoli che a questi livelli di valutazione sono particolarmente vulnerabili al rischio geopolitico. Per gennaio la nostra asset allocation nel portafoglio multi asset resta la medesima. Siamo pronti a riconsiderarla in presenza di un peggioramento sostanziale del quadro politico globale. Un fattore positivo resta la confortante sicurezza che le banche centrali non tradiranno. Meno positivi saranno il negoziato per la Brexit, che si presenta tutt’altro che semplice, con la fase due della partita commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina.

Concludo con gli auguri, e uno in particolare. Che il 2020 sia davvero l’anno di un’azione efficace e cooperativa nel contrasto al riscaldamento globale. E’ una priorità nell’agenda europea, auguriamoci lo diventi anche per gli altri grandi paesi. Auguri di buon anno a tutte ed a tutti.

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