Ersel. Obbligazioni e mercati valutari a fine ottobre 2019

Intervista a Carlo Bodo, Responsabile Team Obbligazionario Ersel, con un approfondimento su obbligazioni e mercati valutari.

Nel corso dell’ultimo mese abbiamo avuto un ottimo andamento dei mercati di rischio, degli asset rischiosi, in particolare, se guardiamo al s&p500 americano, si è riportato a ridosso dei massimi dell’anno, questo principalmente grazie al fatto che la questione cinese-americana dei dazi ha avuto una accelerazione positiva, con un deal parziale, un accordo temporaneo tra le due potenze, e questo chiaramente ha sollevato un pochettino di incertezza dei mercati, migliorando quelle che sono le aspettative per poi un accordo vero e proprio tra Stati Uniti e Cina.

Questo chiaramente ha avuto un impatto un po’ su tutti i mercati, e ha creato i presupposti, appunto, per un rimbalzo di tutti gli asset rischiosi, sia a livello azionario sia a livello di credito e di, diciamo, un po’ tutti gli asset che sono più interessati all’elemento di rischio geopolitico. A questa novità si è aggiunto proprio recentemente un altro elemento positivo, un’accelerazione anche sul tema Brexit, con un accordo tra il governo inglese e la commissione europea riguardo al divorzio di Londra dall’unione europea. Il tutto è ancora bloccato in attesa dell’approvazione da parte del parlamento inglese, che potrebbe non essere una cosa veloce e immediata, però anche da questo punto di vista c’è stato un leggero rasserenamento, e questo chiaramente ha beneficiato gli asset di rischio.

Se vogliamo, il contraltare è stato un po’ l’andamento dei tassi, con i tassi che, appunto, hanno registrato questa minor tensione a livello internazionale, con in particolare il decennale americano che è passato da un rendimento dell’uno e mezzo a un rendimento del 1,70%, nonostante le politiche monetarie delle banche centrali continuino a essere decisamente moderate, espansive e decisamente di supporto.

Se guardiamo in particolare gli ultimi interventi da parte della Fed, abbiamo avuto un taglio ulteriore di 25 punti base a settembre con, se vogliamo, la garanzia di ulteriori interventi, se necessario, di qui ai prossimi mesi. Allo stesso modo anche la Banca Centrale Europea si è dimostrata supportiva, varando a settembre un insieme di misure a sostegno dell’economia dell’unione monetaria, con l’assenza addirittura di una scadenza per quanto riguarda il quantitative easing europeo. Quindi, la parte monetaria, diciamo che ha ceduto un pochettino il passo a quelli che sono gli eventi più immediati di natura geopolitica.

L’andamento del tasso ha condizionato chiaramente l’andamento del credito a livello internazionale e quelli che sono gli indicatori di credito, soprattutto gli indicatori di credito a più alto rischio, hanno un po’ seguito gli andamenti del mercato azionario di cui parlavo prima, quindi all’inizio del mese sono stati condizionati dalla risalita dei tassi, per poi stringere in termini di spread, al seguito del buon andamento del mercato azionario, e quindi compensando un pochettino il movimento del tasso, e compensando anche un notevole impulso negativo che arrivava dal mercato primario, con una mole importante di nuove emissioni che arrivavano sul mercato.

Se guardiamo infine l’andamento valutario, anche in questo caso i due eventi geopolitici descritti hanno un po’ condizionato l’andamento dei cambi. In particolare lo yen, che è un po’ la divisa rifugio a livello internazionale, ha ceduto un pochettino il passo. L’euro ha recuperato qualcosina sul dollaro, proprio per l’effetto soprattutto di Brexit, e ci sono stati degli importanti rimbalzi sulle principali valute emergenti.

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