Che cosa sono i pronti contro termine?

I pronti contro termine sono strumenti finanziari che possono rappresentare un’alternativa a Bot e conti correnti vincolati. Scelti dalle famiglie ma utili anche a imprese e intermediari finanziari, sono noti per la loro semplicità, l’aliquota fiscale ridotta e il breve orizzonte temporale. Il professor Duccio Martelli dell’Università degli Studi di Perugia ne spiega in breve il funzionamento e sottolinea gli elementi a cui prestare attenzione.

Pronti contro termine: come funzionano?

I pronti contro termine sono adatti a chi vuole investire somme rilevanti con un impiego a scadenza breve.

Il risparmiatore compra infatti dei titoli obbligazionari da una banca con l’impegno di rivenderli a termine alla stessa a un prezzo prefissato. Il rendimento deriva proprio dalla differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto.

Pronti contro termine: pro e contro

Il funzionamento (apparentemente) semplice e la garanzia nel caso di insolvenza della banca data dalla proprietà delle obbligazioni rendono i pronti contro termine uno strumento competitivo anche per i soggetti con bassa propensione al rischio.

Tuttavia il risparmiatore deve prestare attenzione ad alcuni aspetti chiave.

  • Anzitutto tali contratti, tassati al 12,5%, non sono garantiti dal fondo interbancario di tutela dei depositi. Quindi in situazioni di dissesto l’investitore potrà rivalersi solo sul valore di mercato delle obbligazioni date inizialmente a garanzia della banca.
  • Le banche offrono spesso titoli che loro stesse hanno emesso. Un eventuale dissesto della banca rende impossibile rimborsare il prestito concesso in origine dal risparmiatore. Inoltre abbatte il valore di mercato dei titoli da questa emessi.
  • Al rendimento solitamente pubblicizzato dalla banca, quello lordo, occorre togliere la ritenuta fiscale, un certo ammontare di spese fisse che riducono il rendimento netto, nonché le spese legate all’apertura e gestione di un conto titoli se il cliente non ne è già in possesso.
  • Di solito il risparmiatore non può uscire dal contratto prima della scadenza, come avviene invece per i conti correnti vincolati.

 

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