Regimi fiscali. Dichiarativo e sostituto d’imposta | DaDaMoney

La scelta del regime fiscale è un passo importante quando si apre un conto di trading. In questo video Filippo Diodovich di IG Italia spiega le differenze dei regimi fiscali quando si apre un conto di trading. In particolare, tra regime dichiarativo e regime del risparmio amministrato o sostituto d’imposta. La normativa di riferimento è il D.Lgs 461/97 che prevede la scelta tra queste due opzioni.

Il regime dichiarativo

Qui il cliente ha l’onore di inserire all’interno della propria dichiarazione dei redditi gli eventuali profitti da trading. Quindi, di versare in maniera autonoma le imposte dovute. L’importo di plus e minusvalenze sarà calcolato sulla sommatoria delle operazioni fatte nell’anno solare. Il broker ha l’obbligo di segnalare all’Agenzia delle Entrate le operazioni effettuate presso di sé.

Il regime amministrato

In questo caso, tutto quanto viene gestito dal broker. Il broker calcola, su base giornaliera, l’importo delle plus e minusvalenze generate, e provvede agli eventuali addebiti direttamente sul conto trading. In caso di posizione a credito, non verrà fatto alcun addebito, e sarà possibile compensare le minusvalenze maturate entro i 4 anni successivi. Sarà inoltre possibile trasferire sul conto del broker maturate presso altri intermediari.

Esempio di calcolo col regime fiscale amministrato

Minusvalenze pregresse per 5000 €. Plusvalenze in giornata per 6000 €. In questo caso, l’imponibile per il capital gain sarà 6000 – 5000 = 1000 €. L’imposta del capital gain + pari al 26%, cioè 260 €. Questo ammontare sarà addebitato e visibile sul conto del cliente il giorno successivo.

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