Mercati. Scenario Macroeconomico. La view di Ersel

Intervista ad Alberto Cattaneo, del team delle gestioni patrimoniali Ersel, in merito allo scenario macroeconomico globale e i riflessi sui mercati finanziari.

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Come ormai accade dall’avvio della pandemia, facciamo precedere all’analisi dei principali indicatori economici una breve sintesi dell’evoluzione, appunto, dello stato sanitario del virus.

Come abbiamo detto nei mesi precedenti, alla fase di lockdown, di chiusura dell’attività economica, sta lentamente adesso susseguendosi una fase di riapertura, della mobilità degli individui, e quindi anche del processo di ripresa dell’attività economica.

I principali indicatori che vengono guardati a questo proposito sono tutte quelle tipo di metriche ormai consuete nell’analisi odierna degli indicatori di realtime, ovvero una serie di statistiche che descrivono l’andamento dei più disparati settori, dal flusso di pendolari sui mezzi pubblici agli acquisti online, alle transazioni sulle carte di credito, e cercano di tastare il polso in tempo reale dell’attività economica.

Orbene, tutti questi indicatori sono concordi nell’illustrare una graduale ripresa dell’attività, principalmente nei paesi sviluppati, e con un certo ritardo anche nei paesi emergenti. Chiaramente al di fuori di questo rimane la Cina, che è stato il primo paese ad essere colpito dal virus, ed anche il primo a essersi risollevato in termini di effetti economici.  Questi indicatori, quindi, mostrano una graduale ripresa dell’attività economica, e questo sta filtrando lentamente anche negli indicatori più usuali di analisi del ciclo economico, quali gli indici di fiducia e le statistiche di produzione e vendita.

Quindi quello che sembra delinearsi è un quadro di moderata ripresa lungo le direttrici che avevamo individuato lo scorso mese. Si tratterà quindi di vedere questa ripresa ancora rafforzarsi in corso dei prossimi mesi. Quello che però sembra essere chiaro è che la ripresa dal lato dell’offerta, cioè in termini di produzione, sta avvenendo in tempi più rapidi che non la
ripresa dal lato della domanda, ovvero del consumo finale delle famiglie. Questo significa che, in proporzione, sono più i beni che vengono proposti sul mercato che non quelli che vengono acquistati, e quindi l’effetto sui prezzi è deflattivo. Questo che cosa vuol dire? Che il supporto delle banche centrali, visto che i target di inflazione rimangono ancora lontani, sarà ancora molto ampio e favorevole a sostenere l’attività economica. Anche dal punto di vista della politica fiscale i contributi sono stati notevoli e, come abbiamo visto, in questo mese di maggio appena concluso anche ricchi di ulteriori novità, sia dal Recovery Fund europeo che da un nuovo dibattito nel Senato degli Stati Uniti per una nuova manovra di stimolo, ed anche le misure recentemente prese dalle autorità cinesi.

Tutto quindi, dal lato della politica fiscale a quello della politica economica, è pienamente a sostegno del ciclo economico.

Il nostro scenario quindi, lo ribadiamo, è quello di una ripresa sincronizzata del ciclo economico a livello mondiale, che dovrebbe quindi generare un di più in termini di irrobustimento della ripresa dell’attività economica per i prossimi trimestri. Questo dovrebbe essere un sostegno abbastanza valido, abbastanza confortante, per l’evolversi di senso positivo nelle attività di rischio sui mercati finanziari.

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