Mercati. 4 lezioni dal 2018 | Financial Times

Katie Martin del Financial Times passa in rassegna l’anno nei mercati – compresi i cali nell’S&P500, l’incertezza attorno alla Brexit e la fine dell’allentamento quantitativo – fornendo quattro lezioni chiave dal 2018.

Punti nodali

  • Molte persone hanno fatto errori, sui mercati, nel 2018. Cosa possiamo imparare da essi?
  • Uno. Ciò che sale… invariabilmente deve scendere (prima o poi); ciò che sorprende, è che molti investitori siano stati sorpresi dalla cosa, come se fosse strano che avvenisse;
  • Nel 2018 tutto ciò è accaduto due volte: a febbraio, quando la volatilità è improvvisamente esplosa, contagiando sia azioni che obbligazioni, e ad ottobre, crollo dovuto alle questioni dei tassi americani in rialzo e delle valutazioni troppo alte dei big tech dei listini USA;
  • Ci sarà sicuramente altra volatilità nel 2019, quindi bisognerà obbligatoriamente tenerne di conto;
  • Due. Le tecniche usate per limitare i danni non funzionano; nel 2018 i bond governativi e le valute non hanno riparato gli investitori dalle tempeste sull’azionario che erano in corso;
  • Le correlazioni alle quali eravamo abituati sono crollate, anche se nessuno sa spiegarsi perché; né i bond governativi americani, né lo yen ed il franco svizzero, popolari rifugi in tempi di tempesta, hanno beneficiato dei deflussi dall’azionario;
  • Spiegazioni? Come detto, nessuna razionale. La più logica sentita sui mercati è stata che il potere delle negoziazioni non sia più un monopolio delle banche, ma che oggi appartenga anche a scoietà private ed agli algoritmi di trading ad alta frequenza (HFT);
  • Nuovi occhi, e nuovi operatori, possono, per esempio, chiedersi come mai, quando le cose sul mercato azionario vadano male, gli investitori comprino yen… e quindi non lo facciano;
  • Tre. Le questioni politiche sono, a dir poco, fondamentali; La figura più ricercata dai fondi di investimento è l’analista politico che, in alcuni casi (elezioni italiane) ha fatto fare una fortuna a chi avesse scommesso sul caos che è seguito sui bond governativi italiani;
  • La stessa cosa è accaduta con la crisi turca ed il crollo della lira, e con l’infinita soap opera della Brexit, ancora lungi dal concludersi;
  • Chi ci capisce dice che la sterlina, da cui molti investitori sono fuori, sia realmente sottovalutata, a questo punto; Ma fino a che non si farà chiarezza sull’esito della Brexit, sembra impossibile potervi investire con una qualche sicurezza;
  • Quattro. Dall’alleggerimento quantitativo al restringimento quantitativo; Dopo 10 anni di soldi facili da parte delle banche centrali, i cordoni della borsa si stanno stringendo;
  • La FED ha realmente alzato troppo i tassi, finora? Si fermerà dal continuare a farlo? Quanto sarà duro l’atterraggio dell’economia americana?
  • In Europa si crede che l’uscita della BCE dal comprare bond governativi sarà dolce e ben gestita. Con così tanta confidenza, cosa potrebbe andare male nel 2019? (ironia…)

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