Protezione, questa sconosciuta | Mercati che fare

Protezione, questa sconosciuta | Mercati che fare

Il “Non si sa Mai” influenza la gestione del risparmio degli Italiani. Ci si protegge nella maniera più corretta? Che tipo di protezione del risparmio usano gli italiani? Quanto conta l’emotività nelle scelte di risparmio e di protezione di tutto quello che siamo capaci di costruire? Parecchio, come emerge dalla conversazione tra Leopoldo Gasbarro e Paolo Legrenzi, docente Emerito di Psicologia Cognitiva all’Università Ca’ Foscari di Venezia, nella rubrica di TGcom24 Mercati Che Fare.  

I risparmi generano emozione, nel bene e nel male, vero?

I risparmi generano emozione perché nel risparmio si incorpora la fatica che quella persona ha fatto per accumularlo.

Una sorta di doppio sacrificio: bisogna produrli e non bisogna spenderli…

Esatto. In realtà l’emotività deriva da questa storia che c’è dietro il risparmio e che coinvolge la vita stessa della persona. Paradossalmente, se ci importasse meno dei nostri risparmi saremmo dei migliori investitori, sarebbe molto più facile gestirli.

Ma gli italiani come hanno costruito e interpretato la propria ricchezza finora?

Un breve servizio a cura della redazione illustra le quattro voci che compongono il nostro patrimonio e determinano quindi il nostro valore complessivo: investimenti a breve termine, investimenti a medio e lungo termine, immobili, capitale umano.

Quanta importanza riservano gli italiani alle singole voci?

L’immobile è una priorità. Oltre il 70% delle famiglie è proprietaria dell’abitazione in cui vive.
Quanto ai beni mobiliari, più della metà dei risparmi sono detenuti in forma liquida o semi-liquida, quindi in investimenti con orizzonte temporale di breve termine. Perché si sceglie la liquidità rispetto a un investimento a lungo termine? Si tratta di una gestione fai da te del cosiddetto “non si sa mai”.

Ma è giusto congelare il risparmio a breve termine in vista di possibili imprevisti futuri?

Bisognerebbe comprendere l’importanza del nostro capitale umano. Se in primis non ci assicuriamo di proteggere il nostro valore ed i nostri beni, rischiamo di vanificare anche tutti i benefici di una corretta pianificazione finanziaria. Risparmio e protezione sono quindi due tematiche fondamentali nella nostra vita, che non possiamo permetterci di affrontare con superficialità.

Come spiega Paolo Legrenzi, la cultura italiana valorizza il risparmio e la prudenza, ma la strategia del fai da te ci ha fuorviato, spingendoci a bloccare le liquidità in chiave di protezione rispetto al “non si sa mai”. A incidere è anche il cosiddetto “home bias”, cioè il privilegiare, nella gestione del risparmio, ciò che conosciamo bene. La giusta prospettiva? Puntare invece sulla protezione della persona umana, da considerare come precondizione del risparmio.

Esistono due scienze il cui obiettivo è aiutare il risparmiatore a controllare la propria emotività. La prima è la finanza comportamentale, che analizza le dinamiche psicologiche ed emotive alla base delle decisioni economiche. La seconda è l’assicurazione comportamentale, che studia la percezione soggettiva del rischio.

Ma come ci si fa a garantire una corretta copertura del capitale umano?

Prima di tutto, spiega ancora Paolo Legrenzi, bisogna tenerlo in considerazione: spesso ci si concentra su altro, nonostante il capitale umano sia al centro di tutto. Il valore di una persona è un dato fatto da diverse componenti, non tutte omogenee. C’è il risparmio, ma non solo: ne fanno parte anche tutti gli altri aspetti a cui la persona tiene molto, come la salute. Per valutare correttamente il proprio capitale umano, il proprio valore intrinseco, il fai da te è rovinoso: bisogna affidarsi a un consulente. La visione esterna e il panorama ampio sono fondamentali.

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