Mercati. Un trimestre spettacolare | Kairos SGR

Alessandro Fugnoli, Strategist del Gruppo Kairos, commenta gli avvenimenti sui mercati del primo trimestre del 2019 e delinea le prospettive future.

Che cosa è successo nel primo trimestre?

Il primo trimestre è stato spettacolare sotto molti aspetti perché ha visto un allargamento del rallentamento dell’economia da Europa e Asia, che già avevano avuto delle difficoltà  nella seconda parte dell’anno scorso, agli Stati Uniti, e quindi il rallentamento è a questo punto globale. Accanto a questo, però, abbiamo assistito ad uno spettacolare rimbalzo delle borse, accompagnato anche da una forte ripresa dei mercati obbligazionari. Per spiegare questa apparente contraddizione, va introdotto il cambiamento di linea strategica operato dalla Federal Reserve, che fino all’ottobre scorso si orientava verso una politica restrittiva, e che nell’arco di tre mesi da restrittiva è diventata, se non espansiva, comunque di forte supporto all’economia e ai mercati.

Hanno ragione i bond o l’azionario?

Molti osservatori fanno notare, in questo periodo, l’apparente contraddizione tra il rialzo dei mercati obbligazionari, che indicherebbe una preoccupazione per il rallentamento delle economie, e addirittura prefigurerebbe una recessione, da una parte, e dall’altra parte invece mercati azionari che sono molto esuberanti, e si comportano come se fossimo in una situazione di espansione vivace se non di boom. In realtà, se andiamo a vedere, se andiamo a scomporre i fattori di questo rialzo azionario, vediamo che rispetto a un anno fa esatto, le borse sono leggermente più alte, è vero, e gli utili, che verranno comunicati nei prossimi giorni, si profilano leggermente più bassi, intorno al 2 per cento, più bassi negli Stati Uniti, e più o meno stabili in Europa, ma dall’altra parte i tassi di interesse a lungo, a 10 anni, che sono il parametro col quale i mercati azionari si confrontano, sono più bassi di 30, 40 centesimi. Questo significa che i multipli azionari possono espandersi, e si sono infatti allargati, e questo paradossalmente, anche in presenza di tassi più bassi, potrebbe dare borse un po più alte quest’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Prospettive

L’atteggiamento di supporto delle banche centrali, che della Fed si è allargato anche alla Banca Centrale Europea, alla banca del Giappone e alle autorità politiche monetarie cinesi, dovrebbe permettere ai mercati, sia obbligazionari che azionari, di tenere bene nel prossimo periodo. La liquidità è ancora abbondante, il quantitative tightening finirà prima del previsto, quindi quel prosciugamento di liquidità che la Fed si proponeva di effettuare, in realtà verrà sospeso molto prima del previsto, e quindi dovremo vedere mercati che procedono a velocità molto ridotta rispetto a quella del primo trimestre, che è stato anomalo perché ha dovuto recuperare la fortissima caduta, una caduta anche in buona parte ingiustificata, del quarto trimestre. Un po’ di difficoltà si potrebbero profilare per la fine dell’anno o per l’inizio dell’anno prossimo, perché il mercato volgerà uno sguardo al 2020, e vedrà l’incertezza politica, in particolare negli Stati Uniti, ma è un problema che si porrà molto più avanti. Per il momento quindi dovremmo vedere un andamento più tranquillo, un po’ di volatilità, ma niente di drammatico, e ancora moderatamente orientato rialzo

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