L’importanza finanziaria di Hong Kong per la Cina | Limes

Fabrizio Maronta parla dell’importanza finanziaria di Hong Kong per la Cina alla presentazione di Limes 9/19 “Hong Kong, una Cina in bilico”.

Che cos’è Hong Kong? Se voi andate a vedere la legge fondamentale che di fatto viene negoziata tra Pechino e la Gran Bretagna, con la prima in una posizione ancora di debolezza negli anni 80, e risale al 1990, vedete che c’è un articolo, l’articolo 109, in cui si dice fondamentalmente che il governo di Pechino si sarebbe impegnato, dal ’97 in poi, cioè quando avrebbe riavuto indietro Hong Kong, a mantenere Hong Kong come centro finanziario internazionale.

Questo non era chiaramente solo un dettato britannico, era anche una convenienza cinese, perché siamo già in piene riforme di Deng, per l’appunto, e la Cina sa perfettamente di avere bisogno di, diciamo, per il suo sviluppo economico, di un tramite con i mercati internazionali. Questo non può essere Shanghai, che tra l’altro al tempo, ai primi anni novanta era ancora agli albori del suo ritrovato sviluppo economico-finanziario, ma anche urbanistico. Doveva essere necessariamente Hong Kong, non poteva che essere quella. Quella città è l’unica borsa cinese che per regolamentazione, tipo di società quotate, pratiche burocratiche in generale, è veramente assimilabile alle grandi borse internazionali, a New York, a Singapore, a una Londra e via dicendo. E’ una vera borsa internazionale, cosa che Shanghai non è. Perché è importante questo? Perché, lo diceva prima Giorgio, se voi andate a vedere i numeri, ancora adesso sto parlando del periodo che va dal 2010 al 2018, quindi gli ultimi anni, bene, ve ne cito qualcuno tanto per per capirci, il 73 per cento delle quotazioni azionarie, il 60 per cento delle emissioni obbligazionarie, il 26 per cento dei prestiti sindacati, il 64 per cento dell’investimento diretto estero verso la Cina, e il 65 per cento di investimento cinese verso l’estero; tutto questo, cioè il grosso dei legami finanziari che la Cina ha con il resto del mondo, quindi all’infuori dei suoi confini, passa tutto non da Shanghai, non da Shenzhen, ma da Hong Kong, ed è lì che voi ritrovate, per esempio, tutte le sedi delle più grandi banche internazionali presenti in Cina, soprattutto quelle di investimento, che hanno chiaramente la loro sede di rappresentanza a Pechino, esattamente come le banche e le industrie di stato cinesi, ma poi hanno le loro sedi sia a Shanghai per quanto riguarda il mercato interno, ma soprattutto a Hong Kong per quanto riguarda l’intermediazione con l’estero.

Quindi, alla domanda “la Cina può fare a meno di Hong Kong da un punto di vista finanziario oggi”, la risposta è no.

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