Il vaccino made in Italy prosegue la sperimentazione: “60 milioni di dosi entro l’anno” | Euronews

È uno dei 150 in via di sviluppo a livello globale, ma il vaccino su cui lavorano i ricercatori italiani nell’ambito dell’accordo tra la multinazionale farmaceutica AstraZeneca e l’Università di Oxford è considerato uno dei più promettenti in termini di efficacia.
Il gruppo IRBM, che opera nel settore delle biotecnologie, con sede a Pomezia, è coinvolta nella produzione tramite la società partecipata Advent. Mentre sarà la Catalent di Anagni a occuparsi dell’infialamento quando sarà pronto.
Il farmaco è stato ammesso alla fase clinica di sperimentazione sull’uomo. I risultati dei test iniziali sono stati incoraggianti.

Sperimentazione in corso, risultati incoraggianti

Soddisfatto Matteo Liguori, amministratore delegato di IRBM: “I dati sono positivi perché dimostrano non solo che il vaccino è sicuro, ma anche che c’è stata una forte risposta immunitaria.

Il vaccino in via di sperimentazione ha indotto anticorpi in oltre il 90% degli individui, dopo un dose, e nel 100% dei casi in chi ha ricevuto una seconda dose.” Paolo Liguori, AD di IRBM.

C’è però ancora molta strada da fare: la sperimentazione è in corso. I test si concluderanno a settembre, solo poi sarà possibile sapere se il vaccino funziona e quale sia il livello di protezione che assicura. La distribuzione su larga scala non inizierà dunque prima della fine dell’anno.
Secondo Matteo Liguori, “la sfida più grande, nel caso di questo vaccino e di altri che sono in fase di sviluppo, è quello di aumentare la sua scala di produzione in un periodo di tempo limitato. Mentre il virus si diffonde in maniera così forte, i potenziali utenti includono chiunque: stiamo parlando di circa 7,5 miliardi di persone in tutto il mondo. Un unico gruppo per la produzione del vaccino non è dunque sufficiente”

Vaccino: “60 milioni di dosi entro la fine dell’anno”

AstraZeneca ha firmato un accordo con alcuni Paesi europei per consegnare il primo lotto di 60 milioni di dosi entro la fine dell’anno. 400 milioni saranno disponibili entro il 2021. Ma i ricercatori dicono che la corsa a sviluppare il vaccino non è una gara.
“Ogni progetto candidato sta procedendo il più velocemente possibile – spiega l’ad di IRBM – si collabora e si condividono le informazioni con gli altri. Raramente si sarebbe visto tutto questo in passato”.

Chi avrà la priorità nella somministrazione del vaccino?

Le persone che sono più a rischio di contrarre il virus e quelle in condizioni di salute critiche avranno probabilmente la priorità nella somministrazione del vaccino. Come sarà distribuito “è una decisione che verrà presa in sede europea”. L’obiettivo dichiarato da Astra Zeneca è quello di garantire un accesso ampio, equo e senza alcun profitto durante la fase della pandemia.
Il costo per distribuirlo sarà di pochi euro, assicura la multinazionale farmaceutica.

 

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