Cdp, arriva nuovo piano industriale da 200 mld in 3 anni | Adnkronos

Via libera dal Cda di CDP, Cassa depositi e prestiti, al nuovo piano industriale per il triennio 2019-2021: attiverà oltre 200 miliardi complessivi, con un incremento del 30% rispetto al triennio precedente.

Cassa depositi e prestiti, nel nuovo piano industriale 2019-2021, stanzia 3 miliardi di euro per la realizzazione di progetti nei Paesi in via di sviluppo e nei mercati emergenti. Inoltre, il gruppo punta a contribuire in maniera proattiva al raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, sottoscritta anche dall’Italia.

Secondo quanto spiega Cdp, sul fronte della cooperazione “il piano segna anche in questo settore una discontinuità, con un approccio proattivo” del gruppo “che da gestore di risorse pubbliche assumerà il ruolo di finanziatore, con capacità di indirizzo delle risorse tramite l’individuazione di progetti di investimento. Saranno concessi finanziamenti a governi, oltre che ad istituzioni finanziarie multilaterali come le banche di sviluppo. Cdp, inoltre, supporterà le imprese partecipando a fondi di investimento italiani o dei Paesi target anche con presenza di partner industriali italiani“.

Quanto alla sostenibilità, l’integrazione del tema nelle scelte di Cdp “avverrà tramite un graduale indirizzo degliimpieghi verso iniziative i cui impatti sociali e ambientali siano evidenti e misurabili. In questa logica, saranno adottati per la prima volta nuovi criteri di valutazione degli investimenti che integrino i tradizionali parametri economico-finanziari con le dimensioni sociali e ambientali, al fine di minimizzare il rischio Environmental Social and Governance (Esg) e massimizzare gli impatti positivi sulle comunità e sul territorio. La sostenibilità, quindi, non sarà più un ‘effetto collaterale’ positivo derivante dagli investimenti di Cdp, che da oltre 160 anni producono esternalità positive per il Paese, ma un elemento fondante delle scelte strategiche di business“.

Nel piano, inoltre, si prevede la riorganizzazione del portafoglio di gruppo sulla base di una logica industriale e per settore di attività, per sostenerne i percorsi di sviluppo in una prospettiva di lungo termine. L’obiettivo da perseguire è triplice: favorire la creazione di competenze industriali nelle filiere strategiche del sistema produttivo; sostenere le opportunità di cooperazione tra le società partecipate; supportare la crescita delle numerose imprese che rientrano nelle catene di generazione del valore.

Il nuovo piano industriale, si legge ancora, individua obiettivi di crescita ambiziosi che pongono Cassa depositi e prestiti al centro dello sviluppo economico del Paese e che verranno perseguiti mantenendo sempre il presidio sull’equilibrio economico-finanziario e patrimoniale“. Il gruppo proseguirà anche con l’ampliamento e la diversificazione degli strumenti di impiego e con l’affinamento delle strategie di copertura dei rischi connessi all’evoluzione dell’operatività. Inoltre, verrà portato avanti il piano di rinnovamento e sviluppo di Buoni e Libretti postali, attraverso l’estensione della gamma dei prodotti e dei servizi digitali e con l’ampliamento delle forme di raccolta dedicate ad attività con impatto sociale ed ambientale, come ad esempio social bond e green bond.

Per la realizzazione degli obiettivi del piano e alla luce delle nuove linee di operatività è già in corso un’evoluzione del modello operativo, per rispondere in maniera concreta alle sfide del Paese. Il nuovo modello prevede diversi interventi. Tra questi, ha già preso avvio il rafforzamento del capitale umano, il primo asset del gruppo, con l’attrazione e la valorizzazione dei talenti. Processo che verrà rafforzato anche con la creazione di una ‘Academy interna’. Verrà realizzata, inoltre, una semplificazione organizzativa e dei processi operativi e decisionali, oltre alla creazione di soluzioni che si adattino alle esigenze dei clienti: con questa finalità, infine, verrà introdotta la digitalizzazione sia nell’offerta che nell’interazione con le imprese e la Pubblica Amministrazione“, conclude il piano industriale.

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