Italia. Rapporto deficit/PIL al 2,4%. L’Europa lo giudicherà ad ottobre | CNBC Life

Il governo italiano prevede di destinare al deficit di bilancio del prossimo anno il 2,4% del PIL. Cosa succederà adesso?

L’euro si è naturalmente indebolito sul dollaro. E le banche? La situazione non è buona. Sono tutte in rosso, con perdite anche pesanti (ed UbiBanca stamani non riusciva neanche a fare prezzo, ndr.).  Il governo populista italiano va avanti nella sua strada di spendere di più, invece che di meno. La decisione di arrivare al 2,4% del rapporto deficit/PIL è arrivata dopo una battaglia molto tesa tra i viceministri Di Maio e Salvini da una parte, ed il Ministro dell’economia Tria dall’altra. Alla fine quest’ultimo ha ceduto sul limite dell’1,6% che aveva fissato giorni fa, ed ha anche ritirato la minaccia di dimissioni (pare per richiesta diretta del Presidente Mattarella, ndr.).

Quali sono le implicazioni ed i prossimi passi che verranno fatti?

E’ tutto in mano al governo italiano. Il piano deve essere completato e deve essere inviato alla Commissione Europea entro il 15 ottobre. Una pratica normale nell’Eurozona, dove ogni nazione deve farla ogni anno. I piani di spesa devono essere forniti alla CE per un’analisi; dopo di questa arrivano le raccomandazioni della commissione, di solito entro la fine di novembre. Poi tornerà tutto al governo, che dovrà decidere cosa fare di queste raccomandazioni, se implementarle o meno. L’approvazione parlamentare è di solito attesa per la fine dell’anno.

Questo budget aggiunge pressione alle relazioni tra Italia ed Europa. In che senso? Quanto sono tese, al momento?

Assolutamente parecchio. Basta vedere cosa è accaduto in estate con il crollo del ponte Morandi. Il governo ha subito individuato nell’Europa e nei suoi limiti di spesa il responsabile, in quanto non darebbe abbastanza soldi all’Italia per aggiornare le proprie infrastrutture. E non ci si scordi la crisi dei migranti, che ha portato il viceministro Di Maio a minacciare il veto italiano sul prossimo budget europeo se non ci sarà redistribuzione dei migranti che arrivano in Italia.

Ovviamente, quindi, questo budget e, soprattutto, il rapporto deficit/PIL così alto, aggiungeranno sicuramente altra tensione ad una relazione che al momento è già molto tesa.

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