Fisco. Anche lui può aiutare il risparmio | Mercati che fare

Fisco. Anche lui può aiutare il risparmio | Mercati che fare

PIR: economia reale, orizzonte di medio-lungo termine e soprattutto un fisco più amico attraverso le incentivazioni. Queste le tre leve su cui punta il governo per attrarre i risparmiatori e ridare linfa alle imprese italiane.

Leopoldo Gasbarro intervista il Prof. Ruggero Bertelli, docente di economia degli intermediari finanziari presso l’Università di Siena.

Mercati che Fare è una trasmissione di TGcom24, condotta da Lepoldo Gasbarro.

Quanto pesa la fiscalità sui nostri risparmi? Quali possono essere le strade per alleggerire il peso di questa fiscalità?

I numeri degli impatti fiscali sul risparmio, purtroppo, non sono positivi.

I rendimenti sugli investimenti, in Italia, non sono minacciati solo dai tassi ai minimi. Anche dalla fiscalità, che incide sempre di più sulla remunerazione. Parte del nostro patrimonio personale arriva nelle tasche del fisco tramite le poste di bollo applicate sui conti correnti. Ma anche sui conti deposito, od attraverso la tassazione delle plusvalenze.

Il risparmio, in questi ultimi anni, è stato al centro di molte manovre finanziarie. Dal 2014 la tassazione sulle rendite finanziarie è passata dal 20 al 26%. L’eccezione sono i titoli di stato, che hanno mantenuto un’aliquota del 12,5%. Successivamente è aumentata anche la tassazione sui fondi pensione, passata dall’11,5% al 20%. Scelte che hanno spinto gli investitori verso strumenti caratterizzati da un investimento molto contenuto, ma con imposizione fiscale più permissiva. Il tutto a discapito, ovviamente, della diversificazione di portafoglio, e di una corretta pianificazione finanziaria. Quest’ultima dovrebbe rispondere alle esigenze del risparmiatore stesso, e non solo alla convenienza fiscale dello strumento scelto.

Fisco e risparmio vanno un po’ a braccetto nell’ultimo periodo…

Fisco e scelte del risparmiatore, per lo più. L’incentivo e/o il disincentivo fiscale spesso fa fare al risparmiatore scelte che possono essere più o meno corrette. Questo perché guidate da un numeretto. Magari è meglio pagare il 26% sul 15% del rendimento che il 12,5% sull’1%.

E’ una banalità, ma è importante ricordare che la dimensione fiscale dell’investimento sia da considerare, ma dopo aver fatto le scelte corrette per le nostre esigenze di investimento. Non possiamo cambiare la nostra esigenza perché cambia l’aliquota fiscale. Dobbiamo ottimizzare l’esposizione fiscale. Ma dobbiamo farlo in funzione della chiarezza dei nostri obiettivi e delle nostre esigenze.

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