Euro. In che modo gli europei ne hanno beneficiato?

Il Trattato di Maastricht fu siglato 25 anni fa, il 7 febbraio 1992. Ha posto le basi per l’euro, ed aperto nuove porte ai cittadini europei.

Questa è Sophie, dai Paesi Bassi. E’ nata nel 1992 a Maastrict. Nello stesso anno, i leader europei si sono riuniti lì per firmare il Trattato di Maastricht. Un documento che si sarebbe rivelato di fondamentale importanza, tanto da influenzare la vita di Sophie in modi inaspettati. Senza di esso non avrebbe potuto incontrare la sua migliore amica Maria dalla Spagna. O il suo ragazzo tedesco Oliver. Ma perché è così?

Cosa ha fatto il Trattato

Il Trattato di Maastricht non è stato solo una pietra miliare per l’integrazione europea. Ha inoltre posto le basi per l’euro. Sophie ricorda ancora il tempo prima che l’Europa avesse una moneta unica. Durante le vacanze in famiglia in Austria o in Italia, i genitori di Sophie dovevano sempre acquistare valuta estera. Così hanno sprecato un sacco di tempo cambiando denaro avanti e indietro. Oggi, viaggiare è molto più conveniente, grazie all’euro. Per esempio, quando Sophie ha pianificato il suo semestre di scambio presso l’Università, ha potuto facilmente verificare il costo della vita per i diversi luoghi della zona dell’euro.

Sapeva anche che avrebbe potuto usare una carta di debito olandese in questi paesi. Quindi niente le si frapponeva davanrti quando ha deciso di studiare in Spagna per sei mesi. E’ stato qui che ha incontrato la sua migliore amica Maria. Dopo aver terminato gli studi, Sophie ha ricevuto un’offerta di lavoro interessante in Germania. Vive ancora in Olanda, ma lavora attraversand il confine. Grazie all’euro ed al diritto comunitario, essa ha diritto a ricevere uno stipendio in un conto bancario olandese senza alcun costo aggiuntivo. E non deve preoccuparsi di fluttuazioni dei tassi di cambio.

In Germania ha anche incontrato il suo fidanzato Oliver. Insieme a Sophie, Oliver e Maria, milioni di altri europei beneficiano dell’euro durante i viaggi, lo studio o per lavorare all’estero. Proprio come i leader politici europei avevano immaginato nel 1992.

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