Spread. Tensione alle stelle: che cosa rischia l’Italia? | Borsa In Diretta TV

Borsaindiretta, il programma settimanale di BNP Paribas. Oggi si parla di quello di cui parlano tutti: il ritorno dello spread. Lo spauracchio del 2011 è tornato a tormentare gli italiani.

Punti nodali

  • Debiti + risparmio fanno dell’Italia il miglior stato europeo. Quindi, situazione molto particolare;
  • Attacco all’Italia duplice: politico e legato al semplice BTP;
  • Cosa monitorare per vedere se si è di fronte ad una crisi stile 2011?
  • Guardare area di rendimento del BTP a 10 anni. Divisione in tre fasce. Fascia di stabilità (positiva) sotto 2,5% di rendimento. Area di incertezza dal 2,6 al 3,6% di rendimento. Sopra 3,7% si entra di zona di rischio, con problemi per l’Italia;
  • Principale tassello: il prossimo anno scade una quantità di BTP record (245 miliardi), a paragone di circa 160 miliardi di media annua;
  • Affrontare l’emissione di nuove obbligazioni a tassi alti significa che l’interesse da pagare al nuovo investitore sarà maggiore, se viene prezzato un “rischio Italia”;
  • Tutto questo porterà a maggior costo, ovvero maggior debito, per la nazione. Il tutto intaccherà certamente parametri di rischio e di deficit;
  • Tassello più importante: le agenzie di rating. Siamo a 2 soli livelli (notch) dal “non investment grade”, cioè dall’area che gli investitori considerano “junk”, cioè spazzatura;
  • Se dovessi subire due livelli di declassamento, ci sarebbero problemi notevoli. Non solo per la BCE, che non potrebbe più comprare il nostro debito, ma per qualsiasi fondo UCITS che, per proprie regole, può avere solo una parte limitata di junk bond, e che quindi riverserebbero sul mercato i titoli di stato italiani;
  • La crisi, quindi, potrebbe diventare ben più ampia dell’attuale.

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